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Mario Esposito: «Rinaldini Pastry punta su artigianalità, store e horeca»

di Annarita Cacciamani
Mario Esposito
Secondo il Ceo di Rinaldini Pastry, la relazione umana avrà un valore sempre maggiore nel commercio, tanto quanto la qualità dei prodotti.

Rinaldini Pastry, azienda di pasticceria con sede nel riminese, utilizza più canali di vendita: punti fisici, e-commerce e settore Ho.re.ca. I negozi tradizionali, posizionati in punti strategici e ad alta visibilità, permettono di far conoscere il brand e i suoi prodotti direttamente sul territorio, come spiega Mario Esposito, Ceo dell’azienda.

Come riuscite a far convivere grandi numeri e artigianalità?

Si tratta di un grande esercizio di equilibrio che mettiamo in atto con molta attenzione. L’apporto umano e la manualità conferiscono un valore aggiunto ai nostri prodotti e là dove sperimentiamo per automatizzare alcuni processi produttivi, lo studio e il controllo delle nostre risorse è sempre vigile. L’artigianalità significa anche cura, studio e cultura del team ed è un valore, oltre che un posizionamento, che ci caratterizza sul mercato di riferimento.

Rinaldini Pastry Pano Store Rimini-2

Rinaldini Pastry Pano Store a Rimini

Rinaldini Pastry ha diversi canali di vendita: store, online, settore Horeca. Sono complementari o rette parallele che non si toccano?

Al momento sono rette parallele che hanno obiettivi e numeriche completamente differenti sia per gamma che per importanza. Siamo neofiti nel settore Horeca e il nostro approccio è agli inizi, ma già dai primi segnali che abbiamo dal mercato siamo un’azienda di assoluto interesse perché il settore necessita di prodotti di pregio e qualitativamente di fascia alta sia per la ricerca degli ingredienti che per la ricettazione e velocità nell’innovazione.

Quali strumenti di marketing utilizzate per arrivare ai diversi target cui vi rivolgete?

Lo strumento principale e sempre attivo sono i nostri diversi punti vendita a marchio Rinaldini in posizioni strategiche che così vanno a toccare sia target diversi e trasversali oltre che il mondo B2B. Mi riferisco ai punti vendita di Milano (Linate, Malpensa via Santa Margherita e il corner in Rinascente), Roma (Termini, Fiumicino oltre ai corner di Tritone e Fiume all’interno di Rinascente), poi, decisamente più trasversale, è la presenza del marchio nella rinnovata Food hall nell’area di servizio di Parma che intercetta un pubblico molto vasto che viaggia sull’asse Nord-Sud.

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Siamo presenti a Bologna presso l’Aeroporto Marconi in zona Arrivi e, ovviamente, a Rimini con il Vespucci di Marina Centro e due punti attivi all’interno della Fiera di Rimini durante le giornate di esposizioni che intercettano il mondo manageriale internazionale. Accanto a questa comunicazione concreta e quotidiana prediligiamo la comunicazione social, improntata prevalentemente sull’istituzionalità del marchio Rinaldini, oltre a testate pubblicitarie di settore prevalentemente orientate al mondo Horeca, canale di interesse e in forte sviluppo.

Come vengono scelti i prodotti da vendere nei vostri store?

La scelta nasce da un lavoro di squadra che al nostro interno coinvolge vari reparti: l’ufficio marketing è l’osservatorio sul mercato che analizza i trend e come si muove il pubblico dei pastry addicted al quale si aggancia, per passione e studio costante, la nostra ricerca e sviluppo. Allo stesso tavolo il confronto si allarga alla direzione commerciale e lo staff tecnico, al fine di coniugare esigenze e sensibilità che spesso possono essere anche distanti. Gli stimoli arrivano anche dalla direzione Areas MyChef (nostro partner strategico nella ristorazione commerciale e retail) che ci segnala desiderata o richieste che spesso si trasformano in veri nuovi progetti al nostro interno.

Come fidelizzate il cliente?

La fidelizzazione è a cura prevalentemente lato B2C dei punti vendita; mentre lato Horeca o Gdo, la direzione commerciale di sede ha al suo interno un ufficio Customer Service che risponde quotidianamente a tutti i clienti direzionali in modo personale, tempestivo e professionale da sempre: l’accoglienza e la cortesia da sempre ci contraddistingue.

 

Come vede il mondo del commercio (online e offline) da qui a 10 anni?

In un mondo sempre più automatizzato e proiettato verso l’AI, penso che la possibilità di vivere un’esperienza autentica continui a fare la differenza per il cliente soprattutto quando si approccia a un punto vendita. Sicuramente l’e-commerce avrà un’impennata significativa in termini di performance ed automatizzazione, mentre per il retail la parte della relazione umana avrà ancora più importanza costituendo un maggior valore per il cliente forse tanto quanto la bontà del prodotto che sceglie o consuma.

Nella cover: Mario Esposito – Tutte le foto sono fornite dall’ufficio stampa

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