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Marco Diacci: «Fisico e digitale non sono canali in competizione»

di Annarita Cacciamani
Marco Diacci

L’Head of Sales di Zwilling Ballarini Italia, gruppo tedesco di utensili da cucina, spiega come la sinergia tra punto vendita fisico e digitale rappresenti la chiave per valorizzare un portafoglio di marchi storici e guidare il futuro dell’utensileria da cucina.

Zwilling produce e commercializza utensili da cucina da quasi 300 anni,  con marchi come Ballarini (specializzata nella produzione di pentole e padelle in alluminio antiaderente), Staub (celebre per le cocotte in ghisa smaltata e le pirofile in ceramica), Demeyere (specializzata nella lavorazione dell’acciaio inox multistrato) e Miyabi (coltelleria nipponica).

Ma come fanno realtà così diverse a prosperare sotto un’unica visione aziendale? E in che modo l’integrazione tra negozio fisico e digitale sta cambiando il settore? Ne abbiamo parlato con Marco Diacci, Head of Sales Country & Export di Zwilling Ballarini Italia.

Zwilling possiede più marchi storici. In che modo preservate le peculiarità di ognuno?

Ogni brand nasce da una storia, da una tradizione manifatturiera e da una propria visione del prodotto, elementi che rappresentano un patrimonio da preservare e valorizzare. Zwilling interpreta la precisione e l’innovazione tedesca dal 1731, Ballarini porta con sé l’artigianalità e la cultura italiana della cucina quotidiana dal 1889, Staub il savoir-faire francese legato alla convivialità, Demeyere l’eccellenza tecnologica belga dell’acciaio e Miyabi la tradizione giapponese della coltelleria.

Staub Cocotte 11 - Copia

Staub Cocotte

Il nostro ruolo non è uniformare queste identità, ma creare le condizioni perché continuino a esprimersi in modo autentico. Condividiamo standard qualitativi, competenze e visione strategica, lasciando però che ogni marchio mantenga la propria voce, il proprio design e il proprio rapporto con il consumatore. Crediamo che il valore del gruppo risieda proprio nella capacità di far convivere eccellenze diverse sotto una stessa idea di qualità e di cultura del prodotto.

Come integrate ecommerce e vendita al dettaglio? Come vede questa integrazione in futuro?

Prima di tutto vorrei dire che in Italia la vendita al dettaglio rappresenta ancora un canale vivo, in trasformazione e con molte opportunità. Il tessuto economico che ci rappresenta differisce molto da altri paesi europei dove lo share dell’ecommerce è molto più ampio rispetto al nostro.

Per noi ecommerce e vendita al dettaglio non sono canali in competizione, ma due componenti complementari di un’unica esperienza d’acquisto. Da un lato, il retail permette ai consumatori di vedere e toccare con mano la qualità, il design e la funzionalità dei nostri prodotti, mentre l’e-commerce garantisce copertura capillare del territorio e accesso immediato all’intera gamma.

In futuro questa integrazione, come già successo in altri settori, sarà sempre meno una distinzione tra canali e sempre più una regia unica dell’esperienza d’acquisto. Il consumatore non penserà più in termini di online o offline, ma si aspetterà anche nel mondo cucina, un percorso coerente, continuo, fluido, dalla scoperta del prodotto fino all’acquisto e al post-vendita. Per questo il focus si sposterà dalla gestione dei singoli canali alla costruzione di un ecosistema integrato, dove fisico e digitale lavorano insieme per offrire continuità, servizio e coerenza di marca in ogni punto di contatto.

Zwilling Vier Sterne - Copia

Zwilling Vier Sterne

Quali strategie utilizzate per fidelizzare il cliente?

La fidelizzazione oggi non si costruisce con leve promozionali, ma attraverso una relazione continua e coerente con il consumatore. In una categoria come la cucina, dove il prodotto è pensato, o dovrebbe essere pensato, per durare nel tempo, il rapporto si fonda su tre elementi: qualità, racconto e continuità. La qualità resta la base: materiali, performance e durata devono essere coerenti con il posizionamento e con un prezzo percepito come corretto rispetto al valore espresso. È il primo livello di fiducia. Accanto a questo, lo storytelling diventa una leva centrale: raccontare il prodotto significa inserirlo nella vita quotidiana, trasformandolo da oggetto funzionale a parte di un linguaggio culturale condiviso.

Per questo oggi lavoriamo con partner complementari, come Aurora Cavallo (Cooker Girl), che porta un linguaggio accessibile e contemporaneo, e Andrea Berton, che rappresenta l’eccellenza dell’alta cucina. A questo si aggiunge il design, con progetti come Zwilling Milano sviluppato con Matteo Thun & Antonio Rodriguez, che traduce una visione essenziale e riconoscibile del prodotto. Questa coerenza tra prodotto, contenuto e design costruisce una relazione che dura nel tempo. Nel 2027 questo approccio verrà ulteriormente rafforzato e integrato, rendendo storytelling e collaborazioni ancora più strutturali nella strategia di brand. E poi non dimentichiamoci delle persone: le aziende sono fatte da persone, fidelizzare i clienti vuol dire anche supportare attivamente le scelte degli stessi e ascoltarli nelle necessità che inevitabilmente nel corso degli anni cambiano… ecco, penso che l’ascolto sia una delle leve fondamentali per fidelizzare il cliente.

Come vengono scelti i luoghi in cui aprire i negozi e le attività a cui fornire i vostri prodotti?

Per quanto riguarda i partner commerciali, privilegiamo realtà che condividano la nostra attenzione verso il cliente e siano in grado di valorizzare il prodotto attraverso competenza, servizio e professionalità. Non cerchiamo semplicemente luoghi ad alta affluenza, ma contesti coerenti con il posizionamento dei nostri marchi, dove qualità, design e funzionalità possano essere raccontati e compresi nel modo corretto.

Cookin_preparation_Rinascente

Cooking preparation a La Rinascente

In questo senso, department store come La Rinascente rappresentano per noi un esempio particolarmente efficace: spazi in cui il consumatore può entrare in contatto con l’universo dei nostri brand e vivere un’esperienza d’acquisto coerente con i valori che esprimono. Quello che cerchiamo non è solo visibilità, ma la capacità di costruire un’esperienza di marca che valorizzi il prodotto e la relazione con il consumatore.

Come vede il mondo dell’utensileria da cucina nel prossimo futuro?

Credo che il settore stia entrando in una fase di maggiore maturità. Il consumatore acquista meno, ma sceglie meglio: cerca prodotti che durino nel tempo, che siano sicuri, sostenibili e capaci di semplificare la vita quotidiana. La cucina continua a essere uno spazio centrale della casa, ma cresce l’attenzione non solo alla preparazione del cibo, bensì all’intera esperienza che lo accompagna, dalla conservazione alla riduzione degli sprechi. Per questo vediamo una crescente domanda di soluzioni integrate e di prodotti ad alto valore aggiunto.

Questa è la direzione che stiamo seguendo come azienda. Da un lato con sistemi come Zwilling Fresh & Save, che reinterpretano la conservazione del cibo in chiave contemporanea; dall’altro con una trasformazione più profonda dei materiali che ci porterà dal 2027 a commercializzare esclusivamente prodotti con rivestimento ceramico, quindi privi di politetrafluoroetilene (PFAS/PTFE). Noi come azienda ci sentiamo responsabili di essere parte attiva di questo futuro, proponendo prodotti in linea con le esigenze del mercato, durevoli; in sintesi, vediamo un futuro fatto di meno prodotti, ma migliori e sempre più orientati a rispondere a bisogni concreti delle persone.

Nella cover, Marco Diacci

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